Bubuntu — Se io uso Linux, allora chiunque può
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The Fast and The Courier

Agosto 21st, 2010 · 4 Comments

Tralascio le vicissitudini che hanno visto quel pacco come il protagonista di una consegna da fare in mezz’ora a Cecina (un po’ meno di 45 km, con in mezzo un pernicioso tratto di strada lungo una scogliera), perché lunghe, noiose e mi girano ancora le palle.

Sappiate, però, che quel pacco ha visto velocità che non molte spedizioni vedono, salvo quelle per via aerea.

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Go your own way

Luglio 10th, 2010 · 2 Comments

Vi presento la mia nuova compagna di scorribande, inglese benché nata in Italia:

Triumph Baby Speed, 600 cc. di ignoranza da café racer nati da una idea di Carlo Talamo, che aveva da smaltire una cinquantina di TT invendute e le modificò in una sorta di sorellina piccola della Speed Triple.

L’importatore italiano, quel geniaccio, ci aveva visto giusto come sempre e la Triumph commercializzò anche quella sua idea, come la Speed “corta” e altre diavolerie, del resto.

Non è comunque una “voglia della Triple”, questa è più smaccatamente Café Racer e meno Streetfighter, con telaio e ciclistica da supersport (e anche i rapporti, lunghetti), semi manubri e uno scarico tonante della Numero Tre di Roma.

Agilissima, ma anche stabile, intrattabile nel traffico (scarico racing e centralina esasperata non aiutano) e con un allungo infinito, nelle uscite col socio di sempre, con la sua Ducati SuperSport con gli scarichi aperti, attiriamo col rombo le palette degli sbirri da una decina di chilometri.

È stata usata anche poco, ma tenuta abbastanza bene.

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Uscita Slackware 13.1

Maggio 25th, 2010 · No Comments

E diciamolo: stavolta la Current l’abbiamo installata in tanti, ma tanti davvero.
Specialmente chi viaggia a 64 bit.

That’s right, another stable release of Slackware is finally ready to go. Slackware 13.1 is available in both 32-bit x86 and 64-bit x86_64 editions, and brings with it…

http://www.slackware.org/getslack/

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Ubuntu Lucid, non solo pulsanti a destra

Maggio 2nd, 2010 · No Comments

Iniziamo subito dalla cosa più importante: aprite Gconf Editor (Applicazioni > Strumenti di Sistema > Editor di Configurazione) e cambiate il valore di button_layout in /apps/metacity/general con :minimize,maximize,close

Ora che i pulsanti sono in posizione meno odiosa, perché piazzarli vicino al punto dove l’80% della gente ha il menù di Gnome è cattiveria, possiamo vedere un po’ le novità della Lince.

Poche, almeno dopo un upgrade di un sistema con personalizzazioni pesanti, ma sotto la pelle ci sono dei cambiamenti apprezzabili.

La spia è stata l’indicator applet, che ho sempre reputato inutile, ma che mi ha incuriosito sempre parecchio per capire dove sarebbe andato a parare… ora ha trovato un perché nell’integrare i programmi più orientati alla comunicazione e alla rete; adesso ha lo scopo di far accedere e interagire tra loro le applicazioni di posta, messaggistica, client dei social network ecc.

Si integra al meglio con i programmi di Gnome, quindi Empathy e Evolution piuttosto che Thunderbird e Pidgin, ragion per cui ho deciso di assecondare Ubuntu e utilizzare i programmi che gravitano attorno al Desktop Environment del piede, facendo finta di essere un nuovo utente che ha installato per la prima volta.

Anzi, per immedesimarmi meglio, via anche Compiz e dentro il tema originale, pugno allo stomaco e bestemmie in ghibellino per il wallpaper sotto allucinogeni, per le icone viola/arancioni, per i pannelli e le finestre color crema e per i pulsanti a sinistra alla Mac OsX che proprio non ce l’ho fatta ad usare per più di due minuti.

L’indicator applet per la gestione dei programmi orientati alla rete, dicevamo… molto carino e interessante: permette di gestire i profili di messaggistica, di impostare il proprio stato e di accedere alla rubrica o comporre una e-mail dal solito menù, da cui si accede anche a Gwibber per farsi i cazzi degli altri nei social network più inutili o di scrivere un messaggino sempre ad uso dei soliti Feisbuc e simili, permette di gestire anche Ubuntu One.

Io ci avrei integrato anche un feed reader come Liferea, ma vabbè.

Un’altra novità interessante salta all’occhio quando apri Rhytmbox: l’Ubuntu Music Store dove acquistare album o canzoni sembra piuttosto curato e Canonical sembra che ci creda.

Tutto molto integrato, tutto molto “pronto”, tutto molto facile da usare anche per un neofita, rende una sensazione di modernità dell’insieme e rappresenta certamente una impostazione particolare e nuova nell’universo delle distribuzioni Gnu/Linux, una strada non ancora battuta da altri con questa convinzione.

Ci sono anche i lati negativi, ovviamente, ma questo dipende dagli utenti; se cercate la personalizzazione estrema o la libertà fino ai limiti dell’anarchia informatica è meglio rivolgersi ad altri lidi, all’anarchia di una Debian con tre versioni di cui nemmeno una matura al punto giusto, una Gentoo da costruire da zero o al rigore di una solidissima Slackware.

Oppure a un’altra delle migliaia di distro, fate voi, ma le concorrenti di Ubuntu, quelle da neofiti come Mandriva o OpenSuse, pur se hanno anche più tool e più automazioni di Lucid, non hanno questo tocco che ha dato Canonical.

Per una prova su strada, scaricate da Torrent e buon divertimento: http://wiki.ubuntu-it.org/Installazione/LucidLynxTorrent

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Sostegno

Aprile 7th, 2010 · No Comments

Sostegno.

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Voglio provare a rubare un bravino a Grosseto

Aprile 2nd, 2010 · No Comments

Se mi arrestassero, verrei molto probabilmente condannato a passare una notte da solo in una concessionaria Kawasaki, con le chiavi di tutte le moto, della porta, del cancello e dell’antifurto.

Probabilmente mi regalerebbero anche un casco nuovo e una tuta spezzata nuova.

Questo, in effetti, è il criterio che ha applicato il tribunale di Grosseto nei confronti di un vecchio pedofilo di merda, fotografato a frugare nelle mutande di una bambina di 9 anni e condannato a lavorare un anno IN PARROCCHIA!

No, voglio dì… questo è un pedofilo di merda e tu lo premi dandogli in pasto altri figlioli?

Ma roba da pazzi, da delinquenti, voglio emigrare.

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È morta Wanda

Aprile 1st, 2010 · No Comments

Wanda, il pesce motteggiatore, divulgatrice di tutto lo scibile di cazzate contenute in Fortune, è stiantata.

Chi se la tiene in Gnome-panel o simili potrà vederla galleggiare a pancia all’insù per colpa dell’acqua merdosa:

Easter Egg, ovviamente, al pari del cappellino natalizio di Vlc, ma per il 1° Aprile.

Boia, è vero… domani a lavorare scatta l’armageddon come tutti gli anni, che fava!

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Coooosa? Chi?

Marzo 26th, 2010 · No Comments

Un amico mi ha fatto notare una cosa, presente nella home di msn (scusate il termine):

Ragazzi, avete letto bene: Valerio Scanu (scusate ancora il termine) ci insegna la navigazione sicura!

Bene, a questo punto possiamo chiudere tutti i forum informatici perché ci pensa lui (profumatamente pagato dagli sbirri per la pubblicità, suppongo), visto che dall’articolo linkato nella home di casa M$ (e che non riporto perché non ne ho la forza) apprendiamo che l’Eroe usa il Pc al 100% (!), con tanto di posta, Facebook e Myspace.

Ma dio levati di ‘ulo!

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Postazioni a costo zero col trashware

Marzo 21st, 2010 · No Comments

Mettiamo che abbiate bisogno, sul posto di lavoro, di un Pc che faccia il minimo indispensabile a migliorare la vita di un gruppetto di operai, oppure che vi permetta di toglierveli dalle calcagna nel caso vengano sempre da voi a chiedervi aiuto (e sempre nei momenti meno opportuni).

A volte possono servire ricerche, mappe, contatti telefonici e una postazione dedicata solo a quello può far comodo, ovviamente una postazione che non costi nulla e che non sia un danno in caso di distruzione da parte di scalmanati.

Cominciamo col trovare un computer che si sta avviando verso la pattumiera perché obsoleto, nel mio caso un vecchio HP Omnibook che non si avvia da anni, perché Windows 98 è stato azzoppato dai virus recuperati sui vecchi siti porno, quelli dei tempi gloriosi in cui i flashplayer ancora non erano usati.

Un commerciale della vostra azienda dovrebbe avere almeno una di queste macchine, puntualmente resa inutilizzabile in quel modo: appropriatevene senza chiedere niente, entrate con una Live e recuperate tutti i dati salvandoli su pendrive, poi presentatevi al vecchio proprietario con la chiavetta USB in mano e giocatevela in modo simile a questo:

Ciao, sai quel vecchio Pc che stavi per buttare via, che tanto non ti si avviava più e che comunque è stravecchio?

Guarda, mi ci sono imbattuto e, visto che mi servirebbe per fare una cosina tanto utile alla ditta, ci sono entrato e ho recuperato TUTTI I DATI CHE AVEVI.

Li ho qui dentro, tieni… ti lascio la chiavetta USB così te li puoi copiare nel computer nuovo, tante volte ci fosse roba che ti serve… ah, il computer lo posso tenere, tanto lo stavi per buttare.

Importante: ricordatevi di sottolineare il fatto che avete copiato tutti i documenti di quel Pc, quindi anche le foto di troje, in modo che il defraudato sia conscio che sapete benissimo che siti visitava con un computer aziendale; inoltre non mettete un punto interrogativo alla fine: il Pc ormai è vostro e assaporate già la sensazione di chi si appresta a formattare un’oscenità come Windows 98, quindi voi non formulate una domanda, ponete l’interlocutore davanti a un fatto.

Ovviamente provvedete anche a trafugare relativa borsa, nel caso di notebook, o accessori correlati… questo non sto nemmeno a sottolinearvelo, rispondendo con sonore bestemmie a chi osi opporsi al vostro volere.

Che distro installare, quindi?

Perché tanto è lì che si casca, recupererete quasi certamente delle macchine obsolete che raramente supereranno i 256 MB di ram, nel mio caso ho avuto per le mani un notebook con 64 MB e la scelta di Puppy Linux è stata quasi obbligata, nel caso l’hardware ve lo consenta potete ricorrere a distro via via più esose, ma Puppy non è una scelta “minore”.

Scordatevi anche di ripristinare sistemi ormai superati come Win98/2000, oppure di ricorrere a Xp piratati tanto in voga oggi, perché se passa la finanza vi incula come le scimmie.

Puppy Linux è un’ottima distro, leggera, veloce, stabile e versatile, basta usare qualche piccola accortezza per l’uso che ne dobbiamo fare.

Il primo accorgimento riguarda l’installazione: Puppy nasce come Live, ma spesso può far comodo installarla proprio per recuperare computer destinati alla spazzatura, ha quindi 2 metodi di installazione: Frugal e classica.

Un’installazione Frugal prevede che si monti l’immagine del sistema, copiata su disco, come un filesystem “fittizio” e che i cambiamenti apportati vengano salvati, sempre su disco, in un file apposito; è fondamentalmente simile al metodo di installazione su pendrive o disco esterno, molto conveniente nel caso abbiate abbastanza ram da caricarci il sistema per intero (128 MB, non un quantitativo esorbitante) per sfruttarne tutta la rapidità conseguente.

L’installazione classica è quella normale di ogni distro e conviene se si è davvero a corto di ram e si dovrà ricorrere spesso alla swap, ma il sistema risulterà comunque più rapido e reattivo di un Win98 o simili.

Altro accorgimento, nel caso si opti per Puppy, è quello di preparare il sistema alla multiutenza, in quanto gli utilizzatori dovranno avere un utente limitatissimo e un menù privo di cose per loro inutili: Puppy prevede di default il solo root (detto che nasce come Live, no?), ma ci sono script appositi per utilizzare adduser e altri tools per i gruppi e per disabilitare il login automatico, oppure potete cercarvi una Puplet (una Puppy personalizzata) già pronta per la multiutenza, come la Puplet Multiuser.

Limitatevi molto coi permessi, date le appartenenze ai gruppi netdev solo se avete problemi a collegarvi via WiFi o a wheel se non riuscite a creare uno xorg.conf dedicato all’utente in /etc/X11/utente/xorg.conf; il gruppo shutdown non è necessario all’utente.

Fate una blacklist dei siti porno, se non avete il computer a portata d’occhio e un machete per punire i segaioli, usando mezzi più o meno ortodossi come estensioni del browser o manomissioni di /etc/hosts.

Togliete ogni voce di menù che non sia “Calendario”, “Internet”, “Blocco Note”, con gli strumenti di JWM o IceWM, a seconda di cosa usate, oppure nelle directory nascoste della home e già che ci siete fate anche uno sfondo personalizzato per il desktop.

A questo punto bisogna anche pensare alla connessione internet, anche qui cercando di aggirare problemi vari e di recuperare eventuali pezzi necessari dalla spazzatura.

Se avete una porta ethernet, un access point a portata di mano e la vostra azienda se ne frega di cosa passa per le loro reti, siete a cavallo e potete pure finire di leggere per tornare su Youporn, idem se il Pc è dotato di scheda wireless riconosciuta o meno (Puppy ha già installato ndiswrapper, nel peggiore dei casi).

Il notebook HP dell’articolo rappresenta forse il caso peggiore ipotizzabile: privo di porta ethernet, che comunque sarebbe inutile perché gli access point della rete aziendale non servono al nostro scopo, per il proxy che nega la navigazione perfino a Google Maps, ma la consente a Il Sole 24 Ore.

Di scheda WiFi integrata nemmeno a parlarne, come fare quindi ad attaccarsi alla wireless degli uffici del piano di sopra?

Nostri uffici del piano di sopra, ovviamente, per evitare fraintendimenti.

Anche in questo caso dobbiamo ricorrere a qualcuno che ha cambiato portatile da non troppo tempo e che si è trovato una scheda wireless improvvisamente inutile, perché il suo notebook nuovo fiammante ha la scheda integrata.

Generalmente si trovano schede USB o Pcmcia vecchie, che hanno buone probabilità di essere supportate dal kernel, ma che al limite è facile far funzionare con ndiswrapper dopo aver scaricato i driver Windows dai siti dei produttori.

Io ho recuperato una Netgear Pcmcia che è stata riconosciuta subito, grazie ai driver Atheros, è bastato inserirla e usare il wizard per la connessione per agganciarmi alla rete degli uffici dei capi, libera da ogni vincolo aziendale.

Ora devo solo darlo in pasto ai miei corrieri.

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Restauri

Febbraio 20th, 2010 · No Comments

Un vetero-portatile salvato dalla pattumiera, una distro minimale, 20 cialtroni della tastiera bisognosi di Google Maps… cosa ne verrà fuori?

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→ No CommentsTags: linux